SHOBHA

2009 VASSANA, 13 anni, nata in un cimitero



Vassana in lingua cingalese significa fortuna. Vassana ha circa 13 anni ed è nata in un cimitero militare buddista, a qualche ora da Colombo.
Non ci sono recinti, l'aria ha un odore acido, le croci di pietra sono mangiate dal tempo, erba secca e immondizia coprono le tombe, eppure le date scolpite sono tutte recenti, e non superano i trent'anni.
Mitra luccicanti sostituiscono le fotografie dei soldati arruolati dal governo nella guerra contro i tamil. E' qui che il 26 gennaio Shobha e le ragazze di Mother India School con suor Amatha e suor Michelle, due suore speciali che in Sri Lanka, recuperano bambini vittime di guerra e di violenza, trovano Vassana. Questa data diventerà la sua data di nascita, nemmeno registrata all'anagrafe. Vassana vive con la madre e il fratellino, in una grande tomba usata per appoggiare le bare prima della sepoltura. Vecchi sari scoloriti sono gli unici ripari dall'esterno. Agli angoli sono ammassate pentole e qualche stoffa per dormire: all' occorrenza si sbarazza tutto per far posto alle bare che arrivano.
La madre di Vassana è ancora giovane, sformata nel corpo e nel viso, non sorride mai. Ha fatto la prostituta tutta la sua vita e il marito è in carcere, ora sopravvive facendo prostituire Vassana nel cimitero. Tra le donne del cimitero c’è tensione, alzano la voce, mentre a Vassana scendono le lacrime…e ci racconta:
“Sono stata aggredita da un vecchio uomo che mi ha violentata e poi minacciata, ho paura mamma, voglio andarmene con le suore, lasciami andare via, perdonami mamma”.
Sono attimi di tensione, suor Amatha e suor Michelle, che non perdono mai la serenità anche nei momenti più difficili, hanno il viso teso e nella voce una saldezza più forte delle urla.
La madre è arrabbiata e non vuole lasciare andare Vassana che è l’unica fonte di sopravvivenza, Vassana la implora e in poco tempo la decisione è presa.
E' la prima volta che Vassana sale su un'automobile. Il suo viso è gonfio di emozioni, piange e ride mentre la macchina si allontana dal piccolo cimitero, singhiozzando, agita la mano e saluta.
All'arrivo nella casa delle suore più vicina, Vassana viene lavata da una giovane sorella tamil, l’acqua è fredda ma le piace, e per pudore si lascia addosso una camicina bianca logorata dal tempo. C’è’ silenzio intorno mentre l’acqua le scorre sul volto e sul corpo, Vassana piange.
Al Claredon Children's home, le suore aspettano l’arrivo di Vassana, stiamo viaggiando da ore e Vassana dorme china stringendo i fiori rossi che suor Amatha le ha regalato come buon auspicio per un nuovo inizio.
All’arrivo ci accolgono una cinquantina di bambine, alcune di queste sono tamil, trovate sotto i bombardamenti, altre trovate per strada nella capitale Colombo, costrette a mendicare o prostituirsi.
Vassana ora sull’altalena sembra felice… Suor Amatha dice che il passato piano piano si dimentica…
Dopo la realizzazione di questo reportage, Vassana è stata adottata da "Mother India School".


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