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PALERMO - SUORE CLARISSE CAPPUCCINE DI CLAUSURA

Il Convento delle Cappuccinelle, a Palermo, in via Cappuccini, ospita le suore appartenenti all’Ordine delle Clarisse “Cappuccinelle” dal 1621. Fondato nelle adiacenze della Chiesa dei Cappuccini, inizialmente il convento ospitava i Monaci Cappuccini palermitani e, sotto le sue fondamenta, si conservavano, e si conservano tuttora integre, le salme dei defunti monaci, oltre a quelle dei personaggi più in vista di Palermo, come i nobili dell’epoca.
In questo monastero di stretta clausura da quattro secoli, le novizie e le suore già ordinate trascorrono la loro esistenza in preghiera, rinunciando a qualsiasi contatto con il mondo fuori dalle mura del convento.
Le uniche occasioni per interagire con l’esterno, comunque protette dalle grate di ferro che le separano da tutte le persone, sono i periodi di festa, quando le suore di clausura, rinomate per le loro capacità culinarie, cucinano dolci che poi verranno venduti fuori dal monastero: “Frutta Martorana”, un dolce realizzato con la farina di mandorle, tipico della “Festa del morti” in Sicilia (1 novembre), “Buccellati”, biscotti ripieni delle feste natalizie e agnelli pasquali di “Pasta reale” (farina di mandorle) sono i dolci tipici siciliani che le suore preparano artigianalmente.
Nel convento attualmente vivono quindici suore, tra novizie e ordinate, che occupano le loro giornate con le preghiere: hanno la possibilità, grazie ad una dispensa papale, di officiare la Messa in una parte della Chiesa, del diciassettesimo secolo, a loro destinata, divisa dal resto dell’edificio da grate di ferro.
E’ l’alba, per strada i lampioni sono ancora accesi,la città è silenziosa, le capuccinelle, si ritirano nella cappella per cantare e suonare i loro canti devozionali come tutte le mattine qualche ora prima dell’alba.
L’atmosfera è solenne, la musica e i canti come preghiere sussurrate mettono una gran pace, poco dopo il ritmo dei canti diventa forte e gioioso.
Dopo la preghiera le cappuccinelle, durante il giorno si prendono cura di un bell’orto e di un giardino, cucinano, cuciono e ricamano, nella condivisione, nella solitudine e nella preghiera in una atmosfera magica, dove si sentono solo i suoni leggeri del loro passeggiare in preghiera.
Ci sono cappuccinelle che arrivano da Napoli e dal nord, alcune molto anziane, tra queste, la più anziana suora di clausura italiana.

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