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SILVIA BARALDINI - ASSATA SHAKUR & WILLIAMS KUNSLER - AMERICA E CUBA

Vi ricordate Di Silvia Baraldini?
Maria Cuffaro ed Io, l'abbiamo incontrata nel carcere di Danbury nel Connecticut .
"Silvia Baraldini: Detenuta numero 05125/05"
Silvia Baraldini,nasce a Roma nel 1947,si forma negli USA, dove il padre lavora come diplomatico presso l’ambasciata italiana. Qui si avvicina ben presto al grande moto giovanile di protesta sorto per manifestare il proprio dissenso alla guerra in Vietnam. E' così che a cavallo tra gli anni '60 e '70 del Novecento, Silvia Baraldini diviene una strenua sostenitrice del movimento afro-americano, in tutte le sue manifestazioni più radicali ed armate, convinta non solo del fatto che le condizioni in cui versa la comunità nera statunitense rappresentino l'espressione più violenta e brutale del dominio politico e sociale capitalistico ma, soprattutto, consapevole del fatto che solo l'unione tra i movimenti privilegiati dei bianchi con quelli più emarginati e abusati dei neri avrebbe potuto sfociare in una palingenesi rivoluzionaria. Di qui il suo supporto militante ai gruppi più radicali del momento, dal Black Panthers Party for Self-Defens al Black Liberation Army, passando dalla May 19 Coalition, organizzazione di ideologia comunista in cui militarono alcuni membri dei Weather Underground.
Poi, nel 1983, l'arresto e la condanna: 44 anni di carcere, viene accusata di aver organizzato e partecipato all'evasione e alla fuga di Assata Shakur, militante nera detenuta nel carcere di Clinton nel New Jersey, oggi esiliata a Cuba e ancora nella lista dei più pericolosi terroristi degli USA. L'operazione avviene senza spargimento di sangue, ma Baraldini subisce l'applicazione nei suoi confronti della legge RICO, ideata per combattere la criminalità organizzata e il terrorismo interno, dunque su di lei ricadono indiscriminatamente tutti i capi d’accusa che riguardano il movimento di cui è parte, compresa una rapina mai avvenuta.

Alla proposta da parte del FBI di scambiare la sua libertà con i nomi dei 'complici', Silvia Baraldini rifiuta e viene dunque trasferita a Lexington, nel carcere sotterraneo di massima sicurezza, dove trascorre quasi due anni in condizioni di totale isolamento sensoriale ammalandosi gravemente.
I capi d'accusa:
Il 2 novembre 1979 aveva concorso con altri all'evasione di Assata Shakur, alias Joanne Chesimard, "l'anima" del Black Liberation Army (BLA), che stava scontando una condanna all'ergastolo per omicidio di un agente di polizia stradale;
Fu accusata di essere un'ideologa sia del movimento "19 maggio" sia di altri movimenti afro-americani di liberazione, tra cui "La famiglia" che forniva appoggio logistico;
Fu accusata di aver preso parte 19 maggio 1981 ai preparativi di rapina, mai portata a termine, di un furgone blindato alla Chemical Bank di Nanuet, a New York;
Ingiuria al tribunale (nel diritto USA Contempt of Court), per aver rifiutato di fornire testimonianza sui nomi di altri militanti del movimento "19 maggio".
La condanna:Il processo si concluse nel luglio 1983 con una sentenza che può essere riassunta in questi punti:
20 anni per concorso in evasione di Assata Shakur alias Joanne Chesimard;
20 anni per associazione sovversiva, con applicazione della legge Rico, originariamente usata per casi di criminalità mafiosa e organizzata, per la quale venivano pagati dalla persona le accuse contestate al gruppo di appartenenza (cosiddetta associazione a delinquere) e per i due preparativi di rapina;
3 anni per ingiuria al tribunale (nel diritto USA Contempt of Court), per aver rifiutato di fornire testimonianza sui nomi di altri militanti del movimento "19 maggio".
Al primo arresto del 9 novembre 1982 l'FBI aveva offerto una forte somma di denaro alla Baraldini per denunciare i compagni e l'offerta le fu rinnovata in carcere con una contropartita che corrispondeva alla sua liberazione. Il rifiuto di collaborare non fece altro che inasprire la pena, qualificando la Baraldini come detenuta pericolosa. Venne quindi trasferita nel durissimo carcere di Lexington e le condizioni detentive divennero più aspre.
La Baraldini venne prima rinchiusa nel carcere di New York, poi in quello di Pleasanton in California e, poi, a Lexington, dove fu sottoposta al carcere duro con isolamento, censure nella posta e limitazioni nelle visite, sorveglianza continua anche nei momenti più intimi.

Il regime carcerario venne ridotto e l'unità di sicurezza di Lexington chiusa dopo la lotta della Baraldini e di altre carcerate, sostenuta anche da Amnesty International.
La Baraldini ha visto peggiorare in carcere il suo stato di salute. Nel 1988, dopo aver avvertito forti dolori addominali, le era stato diagnosticato un tumore maligno alla mammella. Dopo alcuni interventi chirurgici nel 1990, la Baraldini venne trasferita nel carcere di massima sicurezza di Marianna, in Florida, situato in una località isolata. L'ultimo trasferimento fu a Danbury, nel Connecticut.
Noi l'abbiamo incontrata nell 1998 nel carcere di Danbury nel Connecticut .


" Assata Shakur "

Il 2 maggio 2005 il suo nome è stato aggiunto alla lista dei terroristi interni tenuta dall'FBI; la ricompensa prevista per l'aiuto al suo arresto è di un milione di dollari. Alcuni attivisti asseriscono che questa è un'applicazione delle leggi recentemente modificate da "un terrorista" (cioè George W. Bush) contro un "non-terrorista". La Comunità per l'applicazione di legge, particolarmente quella in New Jersey, ha sostenuto questa misura.[2] La Shakur fu madrina del rapper Tupac Shakur, figlio di un'altra attivista delle Pantere Nere, Afeni ShakurAssata Shakur, al secolo Joanne Chesimard, (conosciuta anche come madrina del rapper Tupac) è la prima donna a entrare nella lista dei 25 “terroristi” “most wanted” d’America. Rivoluzionaria afroamericana legò la sua sorte alla militanza politica negli anni ’70 col Black Panther Party.
Non si arrese allo sterminio e alla decapitazione politica dell Pantere ad opera della stessa Fbi. Animò poi una delle sue filiazioni armate, la Black Liberation Army.
Oggi Assata si chiama Joanne Chesimard, ha 72 anni, ed è stata la prima donna a entrare nella black list. È accusata dell’omicidio a sangue freddo di un agente di polizia avvenuto il 2 maggio 1973. All’epoca Assata si batteva con le armi per i diritti degli afroamericani.
Nel 1977 arrivò la condanna all’ergastolo, nel 1979 l’evasione di prigione con l’aiuto del fratello Mutulu Shakur (padre adottivo di Tupac) e dell’attivista italiana Silvia Baraldini (estradata e tornata in Italia solo nel 1999), finiti in carcere proprio per quell’azione armata. Poi trovò asilo politico a Cuba, dove tuttora vive.
Si dichiara innocente, ma mai si arrende
Riguardo alle accuse di omicidio di un agente e ferimento di un altro (motivo dell’inserimento nella lista nera) si è sempre professata innocente: ferita nella prima fase del conflitto a fuoco, ha riportato una lesione del tendine che le avrebbe reso impossibile impugnare un’arma e fare fuoco. Sostiene di non aver mai sparato i quattro colpi, due dei quali da dietro, che hanno ucciso Werner Foerster dopo essere partiti dalla pistola del collega. I federali non vogliono sentire scuse. Al perseguimento delle responsabilità effettive preferiscono il messaggio politico. Punire chiunque osi ribellarsi al dominio imperiale statunitense.
Quello che dà più fastidio agli zelanti yankees è l’impegno che Assata continua a proferire come militante politica e rivoluzionaria. Il Bureau ne è sicuro. A Cuba Assata continua a essere attiva a fa propaganda anti americana. Per lei ci sono due taglie da 1 milione di dollari l’una, offerte dal Fbi e dallo Stato del New Jersey.
L'ho incontrata a Cuba nel 2000.In queste foto quando non e' sola e' fotografata insieme ad Aleida Guevara, la figlia di Ernesto Chuevara, il CHE'.

William M.Kunstler l'avvocato che ha difeso i pacifisti piu' famosi del mondo, l'avvocato dei neri, di Assata shakur e della Baraldini.

E' stato un avvocato, attivista e poeta statunitense, politicamente vicino al progressismo.
Annoverato tra i più celebri avvocati della storia americana[2][3], Kunstler deve la sua fama alla difesa di clienti discussi e controversi, in processi che sono stati per anni al centro dell'attenzione dei mass media: da Martin Luther King ai membri delle Pantere Nere come Assata Shakur, dal gruppo degli attivisti Chicago Seven legato al Partito Yippie (caso che lo portò alla fama in tutto il paese[4]) a El Sayyid Nosair, presunto responsabile materiale dell'uccisione del rabbino fondamentalista Meir Kahane nel 1990, dai nativi pellerossa dell'American Indian Movement (1973-1976) al cestista dell'NBA Marvin Barnes (1979)
E' soprannominato anche "l'avvocato più odiato d'America"[6], Kunstler è stato un membro del consiglio della American Civil Liberties Union (ACLU) e cofondatore del Centro di legge per i Diritti Costituzionali (CCR), il "principale punto d'incontro per gli avvocati radicali nel Paese"[4], nonché un rinomato principe del foro.
A differenza di altri legali "anti-sistema" e garantisti (come il francese Jacques Vergès) e di molti rappresentanti della stessa ACLU (es. Alan Dershowitz, che lo ha criticato per essere un avvocato "politicizzato"), Kunstler si rifiutò sempre di difendere persone e gruppi di estrema destra (come i Minutemen negli anni sessanta e membri del Ku Klux Klan) dichiarando di voler rappresentare "solo gente che amo e di cui condivido mire e ideali", in particolare ha dichiarato: «Io difendo solo persone di cui condivido gli obiettivi. Non sono un avvocato che tutti possono assumere. Difendo solo coloro che amo».
Occasionalmente e per motivi di principio difese anche persone estranee alla sua area politica, ad esempio clienti particolarmente invisi all'opinione pubblica e al sistema, in nome del diritto di difesa, come lo sceicco terrorista Omar Abd al-Rahman.
Solo in alcune occasioni circostanziata, pro bono (cioè completamente gratis, non volendo il loro denaro di provenienza illegale), ha difeso assieme all'allievo Ron Kuby anche alcuni appartenenti alla mafia italoamericana (tra essi, John Gotti), ma perché li riteneva, per quanto riguardava specifiche accuse o violazioni procedurali, dei diritti umani o processuali nei loro confronti, "vittime del sistema".

Tra i suoi molti altri clienti famosi, i carcerati della rivolta di Attica e le loro famiglie, il comico Lenny Bruce, la leader comunista Angela Davis, il cantante Jim Morrison, i membri della Weather Underground, Christian Brando, Stokely Carmichael, Qubilah Shabazz, figlia di Malcolm X e numerose persone comuni spesso di fasce sociali disagiate.
Lo abbiamo incontrato nel 2000 a NewYork.
love Shobha
(per chi volesse sapere qualcosa in piu' di Silvia Baraldini e dell'avvocato William Kunstler puo' guardare i video qui sotto)
hobha
https://www.pbs.org/pov/watch/disturbingtheuniverse/video-disturbingtheuniverse-trailer/


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eng
Do you remember Silvia Baraldini?
Maria Cuffaro and I met her in Danbury prison in Connecticut.
"Silvia Baraldini: Prison inmate number 05125/05"
Silvia Baraldini, born in Rome in 1947, was trained in the USA, where her father worked as a diplomat at the Italian embassy. Here he soon approaches the great youth protest movement that arose to demonstrate his dissent on the war in Vietnam. It is thus that at the turn of the 60s and 70s of the twentieth century, Silvia Baraldini became a staunch supporter of the African-American movement, in all its most radical and armed manifestations, convinced not only of the fact that the conditions in which it pays the American black community represent the most violent and brutal expression of capitalist political and social domination but, above all, aware of the fact that only the union between the privileged movements of whites with those most marginalized and abused of blacks could have resulted in a palingenesis revolutionary. Hence his militant support to the most radical groups of the moment, from the Black Panthers Party for Self-Defens to the Black Liberation Army, passing from the May 19 Coalition, an organization of communist ideology in which some members of the Weather Underground played.
Then, in 1983, the arrest and sentence: 44 years in prison, she is accused of organizing and participating in the escape and escape of Assata Shakur, a black militant detained in Clinton prison in New Jersey, now exiled to Cuba and still on the list of the most dangerous terrorists in the USA. The operation takes place without bloodshed, but Baraldini is subjected to the application of the RICO law, designed to combat organized crime and internal terrorism, therefore all charges brought against her pertain to the movement of to which it belongs, including a robbery that never took place.

At the proposal by the FBI to exchange her freedom with the names of the 'accomplices', Silvia Baraldini refuses and is therefore transferred to Lexington, in the maximum security underground prison, where she spends almost two years in conditions of total sensorial isolation and becomes seriously ill.
The charges:
On November 2, 1979 he competed with others for the escape of Assata Shakur, aka Joanne Chesimard, the "soul" of the Black Liberation Army (BLA), who was serving a life sentence for the murder of a traffic police officer;
She was accused of being an ideologue to both the "May 19" movement and other African-American liberation movements, including "The Family" which provided logistical support;
She was accused of taking part in the robbery preparations, never completed, of an armored van at the Nanuet Chemical Bank in New York on May 19, 1981;
Injury to the court (in US Contempt of Court law), for refusing to give testimony on the names of other militants of the "May 19" movement.
The sentence: The trial ended in July 1983 with a sentence that can be summarized in these points:
20 years for competition in escape of Assata Shakur aka Joanne Chesimard;
20 years for subversive association, with application of the Rico law, originally used for mafia and organized crime cases, for which the charges accused of the group they belonged to (the so-called criminal association) and for the two preparations of robbery were paid by the person;
3 years for injury to the court (in USA Contempt of Court law), for refusing to give testimony on the names of other militants of the "May 19" movement.
At the first arrest on November 9, 1982, the FBI had offered a large sum of money to Baraldini to report her comrades and the offer was renewed in prison with a compensation that corresponded to her release. The refusal to collaborate did nothing but increase the penalty, qualifying Baraldini as a dangerous prisoner. She was then transferred to the harsh Lexington prison and prison conditions became more severe.
Baraldini was first locked up in New York prison, then in Pleasanton in California and then in Lexington, where she was subjected to hard prison with isolation, censorship in the mail and restrictions on visits, continuous surveillance even in the most intimate moments.

The prison regime was reduced and the Lexington security unit closed after the struggle of Baraldini and other prisoners, also supported by Amnesty International.
Baraldini has seen her health deteriorate in prison. In 1988, after experiencing severe abdominal pain, she was diagnosed with malignant breast cancer. After some surgical operations in 1990, Baraldini was transferred to the maximum security prison in Marianna, Florida, located in an isolated location. The last move was to Danbury, Connecticut.
We met her in 1998 in the Danbury prison in Connecticut.

"Assata Shakur"

On May 2, 2005, his name was added to the FBI internal terrorist list; the reward for helping her arrest is $ 1 million. Some activists claim that this is an application of the laws recently modified by a "terrorist" (ie George W. Bush) against a "non-terrorist". The law enforcement community, especially the one in New Jersey, supported this measure. [2] Shakur was the godmother of rapper Tupac Shakur, son of another Black Panther activist, Afeni Shakur Assata Shakur, aka Joanne Chesimard, (also known as godmother of rapper Tupac) is the first woman to enter the list of 25 "terrorists" "Most wanted" of America. African American revolutionary tied her fate to political militancy in the 70s with the Black Panther Party.
He did not surrender to the extermination and political beheading of the Panthers by the FBI itself. He then animated one of his armed subsidiaries, the Black Liberation Army.
Today Assata is called Joanne Chesimard, she is 72 years old, and she was the first woman to enter the black list. She is accused of the cold-blooded murder of a police officer on May 2, 1973. At the time Assata was fighting with weapons for the rights of African Americans.
In 1977 the sentence to life imprisonment arrived, in 1979 the escape from prison with the help of his brother Mutulu Shakur (adoptive father of Tupac) and the Italian activist Silvia Baraldini (extradited and returned to Italy only in 1999), ended in prison just for that armed action. Then he found political asylum in Cuba, where he still lives.
He declares himself innocent, but never gives up.
Regarding the charges of murder of one agent and injury of another (reason for being blacklisted), she has always professed herself innocent: wounded in the first phase of the fire conflict, she reported an injury to the tendon that would have made it impossible to challenge a weapon and fire. He claims he never fired the four shots, two of them from behind, which killed Werner Foerster after starting with his colleague's gun. The feds don't want to apologize. They prefer the political message to the pursuit of effective responsibilities. Punish anyone who dares to rebel against US imperial rule.
What annoys the zealous Yankees the most is the commitment that Assata continues to utter as a political and revolutionary militant. The Bureau is sure of it. In Cuba Assata continues to be active in anti-American propaganda. There are two $ 1 million sizes for her, offered by the FBI and the state of New Jersey.
I met her in Cuba in 2000. In these photos when she is not alone she is photographed together with Aleida Guevara, the daughter of Ernesto Chuevara, CHE.

William M. Kunstler the lawyer who defended the most famous pacifists in the world, the black lawyer, Assata shakur and Baraldini.

He was an American lawyer, activist and poet, politically close to progressivism.
One of the most celebrated lawyers in American history [2] [3], Kunstler owes his fame to the defense of controversial and controversial clients, in trials that have been the focus of media attention for years: from Martin Luther King to members of the Black Panthers such as Assata Shakur, from the activist group Chicago Seven linked to the Yippie Party (a case that led him to fame throughout the country [4]) to El Sayyid Nosair, allegedly responsible for the killing of the fundamentalist rabbi Meir Kahane in 1990, from Native American Indian Movement natives (1973-1976) to NBA basketball player Marvin Barnes (1979)
He is also nicknamed "America's most hated lawyer" [6], Kunstler was a member of the board of the American Civil Liberties Union (ACLU) and co-founder of the Center for the Law of Constitutional Rights (JRC), the "principal meeting point for radical lawyers in the country "[4], as well as a renowned prince of the forum.
Unlike other "anti-system" lawyers and guarantors (like the Frenchman Jacques Vergès) and many representatives of the ACLU itself (eg Alan Dershowitz, who criticized him for being a "politicized" lawyer), Kunstler always refused to defend people and groups of the far right (such as the Minutemen in the sixties and members of the Ku Klux Klan) declaring that they want to represent "only people I love and whose aims and ideals I share", in particular he said: "I only defend people of to whom I share the goals. I'm not a lawyer anyone can hire. I only defend those I love ».
Occasionally and for reasons of principle he also defended people who are foreign to his political area, for example clients who are particularly unfamiliar to public opinion and the system, in the name of the right of defense, such as the terrorist Sheikh Omar Abd al-Rahman.
Only on a few occasions, pro bono (i.e. completely free, not wanting their money of illegal origin), he defended together with the student Ron Kuby also some belonging to the Italian American mafia (among them, John Gotti), but because he considered them, as regards specific accusations or procedural violations, of human or procedural rights against them, "victims of the system".

Among his many other famous clients, the prisoners of the Attica uprising and their families, comedian Lenny Bruce, communist leader Angela Davis, singer Jim Morrison, members of Weather Underground, Christian Brando, Stokely Carmichael, Qubilah Shabazz, daughter of Malcolm X and numerous common people often of disadvantaged social groups.
We met him in 2000 in New York
love Shobha
(for those who want to know more about Silvia Baraldini and the lawyer William Kunstler can watch the videos below)
[Youtube] https://www.youtube.com/embed/LQ4sAlFjpsE [/ youtube] hobha
https://www.pbs.org/pov/watch/disturbingtheuniverse/video-disturbingtheuniverse-trailer/ [youtube] https://www.pbs.org/pov/watch/disturbingtheuniverse/video-disturbingtheuniverse-trailer/ [/ youtube ]

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